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- ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
Diretto e fondato da Luigi Abiusi
anno VIII | UZAK 28/29 | autunno 2017 / inverno 2018

Cose mai viste

L'aquarium et la nation

Luca Romano

alt“- La sopravvivenza è divenuta immortalità, l'eternità si è sostituita al tempo, dopo un millennio di balbettii, l'umanità è pervenuta a inventare l'anima immortale tra il primo doppio e la prima anima la differenza di struttura mentale è assai considerevole... Abbiamo appena considerato le società che ignorano: la prima, il nostro sentimento di destino; la seconda, il nostro sentimento della nascita; la terza, il nostro sentimento dello scambio; l'ultima, il nostro sentimento della morte. Tra gli uomini di cui abbiamo appena parlato e il Greco, l'uomo gotico e noi stessi, cosa c'è di comune?

 

Che si tratti di Dio nelle civiltà religione, o del legame con il cosmo nelle civiltà anteriori, ogni struttura mentale ritiene per assoluta, inattaccabile, un'evidenza particolare che ordina la vita e senza la quale l'uomo non potrebbe né pensare né agire. (Evidenza che non assicura necessariamente all'uomo una vita migliore che può molto bene concorrere alla sua distruzione!) essa è per l'uomo ciò che l'acquario è per il pesce che vi nuota. Essa non viene dallo spirito. Essa non ha niente da vedere con la ricerca della verità. È lei che afferra e possiede l'uomo; lui non la possiede mai interamente. Gli uomini sono il più profondamente definiti e separati dalla forma della loro fatalità.

- Qual è la nostra?

- Non è facile per un pesce vedere il suo proprio acquario. La nazione prima, no?”

I pesci che nuotano nell'acquario sono strutturalmente all'interno del loro ambiente, pur non essendo il loro ambiente, ne sono parte, divenendo essi stessi ambiente; figure che nuotano nello scenario. L'aquarium et la nation di Straub inizia così: una porzione di acquario con dei pesci che nuotano, si spostano, forse mangiano, fondamentalmente esistono nel pieno atto di esistere, non sapendo d'esser ripresi, non essendo a conoscenza del concetto stesso di ripresa, di riproduzione, non fingono, sono performer in senso assoluto, non attori, all'interno dell'azione d'esser se stessi, fossero attori si renderebbero conto d'esser parte di una rappresentazione/narrazione. Così Straub parte, forse involontariamente da quello che potremmo in un certo senso definire post-moderno con il rimando a una delle più celebri storie, forse proprio a causa della sua brevità, di Foster Wallace che diceva:

«Ci sono due pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: "Salve, ragazzi. Com'è l'acqua?" I due pesci giovani nuotano un altro po', poi uno guarda l'altro e fa "Che cavolo è l'acqua?"».

Per quanto consapevole o inconsapevole, la citazione è all'interno di un percorso che nasce dalla radice storica nella quale si colloca il film e si dipana verso un movimento storico-concettuale, sia filmico che letterario. Wallace è il punto di partenza da abbandonare, forse non c'è nemmeno mai stato, ma collocare L'aquarium et la nation nelle radici postmoderne, ma anche in quelle esistenzialiste, strutturaliste o estetiche di una certa Nouvelle Vague, non è altro che uno strumento per evidenziarne lo slancio verso una condizione permanente nella quale il doppio e la visione teologica dell'anima si costituiscono come dicotomiche, nella stessa maniera attraverso la quale l'eternità e il tempo (circolare, ad esempio, ma anche lineare finito) si sviluppano nella conoscenza che l'uomo ha di se stesso.

L'aquarium et la nation parte dai pesci per concludersi e ricominciare non dal citazionismo, ma dalla lettura, quindi dalla citazione letteraria (da Les noyers de l’Altenburg di André Malraux), per arrivare alla rappresentazione storica nel finale in bianco e nero de La Marsigliese di Renoir. Le allegorie utilizzate confluiscono tutte nella parte finale del discorso, qui riportata parzialmente, nella quale Straub elabora un distaccamento tra la percezione storica dell'uomo e il suo vivere all'interno della storia stessa. La citazione è ancora allegoria della narrazione all'interno della quale l'uomo si colloca necessariamente per trarre il senso del proprio agire, un movimento che “non viene dallo spirito”, “non ha niente da vedere con la ricerca della verità” è un movimento che si inserisce nell'agire, nell'azione, che è politica primariamente, ed è nello stato che Straub riversa le costruzioni che l'uomo elabora per comprendere quell'“evidenza che governa la vita”, d'altra parte “Non è facile per un pesce vedere il suo proprio acquario. La nazione prima, no?”





Titolo:
L'Aquarium et la nation
Anno:
2015
Durata:
31'
Origine:
Svizzera / Francia
Colore:
Colore
Genere:
DOCUMENTARIO
Produzione:
BELVA FILM

Regia:
Jean-Marie Straub

Attori:
Aimé Agnel, Christiane Veschambre
Sceneggiatura:
Jean-Marie Straub
Montaggio:
Christophe Clavert
Fotografia:
Christophe Clavert
Suono:
Dimitri Haulet


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