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- ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
Diretto e fondato da Luigi Abiusi
anno VIII | UZAK 28/29 | autunno 2017 / inverno 2018

Speciale Cannes 2013

Only Lovers Left Alive

Giuseppe Gariazzo

jarmusch2Ipnotico lo è sempre stato, il cinema di Jim Jarmusch. Only Lovers Left Alive (titolo magnifico) ne è la conferma preziosa. Un film che dice tutto di sé fin dalle inquadrature iniziali, che esiste e si definisce, e da lì si espande, nel doppio movimento circolare e ripetuto del disco che gira sul giradischi e della macchina da presa che circonda, dall’alto e poi sempre più da vicino, i corpi addormentati/svegli, lontani/vicini, degli amanti senza tempo e senza età (Tilda Swinton/Eve e Tom Hiddleston/Adam). Perché Only Lovers Left Alive è inondato dell’umorismo minimale che contraddistingue il lavoro del cineasta americano, qui dichiarato, com sublime tatto, soprattutto nella scelta dei nomi dei personaggi. Solo gli amanti restano vivi, solo loro sopravvivono nei secoli di fronte a un’umanità che sa solo, anche in questo caso ciclicamente, perpetuando i disastri già commessi, auto-distruggersi.

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The Immigrant

Grazia Paganelli

marion-cotillard-joaquin-phoenix-the-immigrant-james-grayGuai a pensare a The Immigrant come un film sugli immigrati europei in America. L’approccio di James Gray ad un tema tanto ricorrente nel cinema, é nuovo e al tempo stesso antico, lontano da tutti gli stereotipi possibili e vicino alla sensibilitá e alla esperienza privata del regista, che trasforma questa storia di sradicamenti e tradimenti continui in un melodramma fiammeggiante eppure cupo e violento.

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Norte, the End of History

Grazia Paganelli

diazLa vita e la morte. O meglio, il vivere e la sua opposizione. Norte, the End of History, il settimo film del filippino Lav Diaz (in concorso nella sezione Un certain regard) è un racconto semplice e al tempo stesso densissimo di umanità, nella messa in scena di un tempo piano e ipnotico e nella descrizione di personaggi che proprio con il tempo si confrontano in ogni istante.

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Behind the Candelabra

Giuseppe Gariazzo

Behind-the-Candelabra-tra-001Se la filmografia di Steven Soderbergh dovesse terminare, stando alle dichiarazioni del regista, con Behind the Candelabra, si chiuderebbe con un capolavoro, proprio a Cannes dove nel 1989 iniziò con un’altra opera sublime, Sesso, bugie e videotape. Con quell’esordio, Soderbergh a 26 anni vinse la Palma d’oro.

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A touch of sin

Giampiero Raganelli


a touchIn Platform dieci anni di storia cinese sono rievocati in un luogo chiuso, il teatro, attraverso gli spettacoli che vi vengono rappresentati, in The World nello stesso spazio del parco tematico coesistono tantissimi luoghi di tutto il mondo, in I Wish I Knew la città di Shangai è il risultato dell'accostamento di immagini, anche di cinema, del suo presente e del suo passato.

 

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Cannes 2013. Frammenti 1

Lorenzo Esposito

inconu du lacFinalmente la messa in scena. Non la sceneggiatura, e non solo la buona ripresa. Ma lo spazio messo in scena alla ricerca dello spazio, e per mettere a nudo l’occhio. L’occhio, questo sconosciuto: L’inconnu du lac di Alain Guiraudie.


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The Bling Ring

Grazia Paganelli

Bling RingUna storia vera che sembra un film a partire dai protagonisti e dall’ambiente in cui tutto si consuma: The Bling Ring, il film che Sofia Coppola ha portato al Festival di Cannes (aprendo la sezione Un certain regard) racconta la straordinaria avventura di un gruppo di adolescenti che in poco tempo ha messo a segno furti milionari nelle case dei divi di Hollywood. Arrestati grazie alla telecamere di sorveglianza, sono tornati alla ribalta della celebrità in seguito ad un’intervista pubblicata da Vanity Fair da cui anche il film prende il via.

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Le passé

Grazia Paganelli

Le-Passe-Past-Poster1Dopo quattro anni Ahmad torna a Parigi da Tehran per portare a termine le procedure formali del divorzio da sua moglie Marie. Una storia semplice e in qualche modo già nota per il primo film francese del regista iraniano Ashgar Farhadi Le passé, in competizione ufficiale al 66esimo Festival di Cannes e tra le opere più belle e inquiete viste fino ad ora. Come sempre accade nei suoi film, l’intreccio catalizza ogni attenzione e ogni sforzo: i personaggi e gli ambienti attorno a loro, il passato e il presente che li tiene uniti e li separa al tempo stesso. Ci si avvicina lentamente ad Ahmad e Marie, eppure si ha la sensazione di precipitare dentro le loro vite fin dall’inizio, sul volto della donna che aspetta dall’altra parte del vetro che l’uomo esca dall’aeroporto. Si parlano senza sentirsi e si ritrovano in auto, sotto la pioggia, nel travagliato viaggio di ritorno in città. Basta poco al regista iraniano di Una separazione per mettere in campo tutte le tensioni che saranno declinate via via, anche quelle non dette, ancora insospettabili, sepolte nelle scatole abbandonate in cantina o in messaggi mai letti o mai mandati.

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Jeune et jolie

Giampiero Raganelli

young-beautifulUna giovane ragazza prende il sole in topless, su una spiaggia. Si lascia accarezzare la pelle, liscia, dai raggi del sole. Un corpo conturbante, acerbo, catalizzatore di turbamenti e perversioni, come lo era Ludivine Sagnier in Swimming Pool. Ozon ce la mostra subito attraverso una soggettiva da cannocchiale, uno sguardo voyeuristico enunciativo di quello che sarà il film. E poco dopo si scopre che a spiare la ragazza, Isabelle, è il fratellino. Ancora il regista francese esplicita quel coacervo latente di istinti incestuosi, edipici, tensioni omosessuali che si annidano dietro il perbenismo della famiglia borghese.

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Ho visto cose

 

Speciale Crossroads 2017




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