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- ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
Diretto e fondato da Luigi Abiusi
anno VII | UZAK 27 | estate 2017

A.C.A.B – All Cats Are Brilliant

Luigi Coluccio

acab2Grecia, Atene, oggi. Elektra si divide tra l’attivismo, il lavoro, la famiglia, l’amore. L’attivismo: un collettivo anarchico che ha perso uno dei suoi membri, quel Manousos che aspetta il processo per rapina a mano armata e terrorismo; il lavoro: baby-sitter a tempo quasi pieno di Petros, bambino di otto anni lasciato troppo solo da una madre troppo presa dal lavoro; la famiglia: genitori che affondano le radici negli anni Sessanta, che hanno educato la figlia ai quei principi, a quella storia; l’amore: Manousos, in carcere.


L’intento ultimo dell’esordio alla regia di Constantina Voulgaris può essere misurato su uno scarto. All’inizio, lo scarto che c’è tra il nome e il senso, tra l’effige e il significato, tra – ancora – la Grecia e il resto dell’Europa e del mondo: in greco moderno il titolo del film recita Sygxaritiria stous aisiodoxous, cioè Congratulazioni a tutti gli ottimisti, cioè primo volume delle strisce della fumettistica Mafalda. Che in sede internazionale è stato cambiato in ACAB, per il libro di Carlo Bonini, per il film di Sollima, per il complesso rapporto che lega Atene agli altri 27 paesi. E che, con un acronimo colpo di mano, la Voulgaris è riuscita a volgere in A.C.A.B – All Cats Are Brilliant.
Alla metà, con un movimento a cascata che proviene, come sempre, dalla titolazione, lo scarto è tra quanto ci si aspetta e quanto è, tra quanto abbiamo già visto e quanto vediamo. La trentaquattrenne sceneggiatrice e regista gira attorno al film politico, alla rappresentazione politica, per radiografare quello che c’è prima e dopo, per assorbire e ridare lo sforzo soltanto emotivo che pesa su ogni compagno di lotta.
Alla fine, lo scarto che c'è rispetto al presente, all’economia, alla cronaca. Davanti allo schermo c’è una Grecia gravida di problemi, ma non quelli pilotati dal Fondo Monetario Internazionale o dalla BCE, ma quelli più estesi e irrisolvibili del sistema moderno, dello stato, della società. Il fallimento finanziario è di striscio, un tappeto visivo fatto di polizia e sirene e graffiti, tutto il resto c’è sempre stato.

Volantinaggi, attacchinaggi, occupazioni. Passeggiate con il cane Durruti. Assemblee, irruzioni, dancehall. Leggere libri con Petros. Questo è il percorso di scarto di Elektra: ACAB non è Rosi né Pontecorvo. È un dramma umano. Una storia d’amore. Un melodramma. E così lo scarto diviene baratro. Dove la protagonista precipita assieme a tutti i suoi pensieri, dolori, emozioni. L’impegno politico è una pala su cui stendere altri dipinti, altre immagini, una sorta di macguffin che spinge lontano da sé perché bisogna esplorare altro. Alle sequenze del processo, dell’irruzione in radio, seguono le visite allo zoo con Petros, i falò in spiaggia con Durruti. Alle rivendicazioni, agli interventi, fanno eco i silenzi. Sempre di più. Un montaggio che respira, che espande, crea ogni momento che passa maggiore stasi, maggiore solitudine. Le sequenze si allargano, si allungano, gli interstizi divengono figure e non più spazio, si parla di meno, si lotta di meno, si ama di meno. Ci si perde nonostante un terreno fertile da cui sbocciare, degli studi all’estero, dei genitori a loro modo illuminati, una coscienza politica – quella coscienza politica – che non ti abbandona mai.

La Voulgaris filma con pulizia e attenzione, stando all’esatta distanza prospettica per non essere troppo avanti o indietro, troppo dentro o fuori. Piace camminare, alla sua cinepresa, piace stare di quinta e di spalle, per sbirciare da lontano e non a fuoco i capannelli di gente, le moto della polizia, la sporcizia e l’incuria, i rumori. A volte ci si perde in questo deambulare per strade e personaggi, con incontri e dialoghi che forse nessuno vorrebbe, né Elektra né noi spettatori. La caduta diviene più lenta, il baratro meno oscuro, si gira in tondo poco affilati. Come nella dancehall finale. Ma comunque sorridenti.





Titolo: A.C.A.B. All Cats Are Brilliant
Anno: 2012
Titolo Originale: Sygharitiria stous aisiodoxous
Durata: 89
Origine: GRECIA
Colore: C
Genere: DRAMMATICO
Specifiche tecniche: DCP
Produzione: MITOS PRODUCTIONS

Regia: Constantina Voulgaris

Attori: Maria Georgiadou (Electra); Dimitris Xanthopoulos (Manousos); Dimitris Piatas (Padre); Themis Bazaka (Madre); Kostas Ganotis (Argyris); Alexis Charisis-Maerkl (Petros):
Sceneggiatura: Constantina Voulgaris
Fotografia: Vasilis Klotsotiras
Musiche: Nikos Veliotis
Montaggio: Kenan Akkawi
Scenografia: Christos Charisis
Costumi: Christos Charisis


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