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- ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
Diretto e fondato da Luigi Abiusi
anno VII | UZAK 27 | estate 2017

uzak 14 | primavera 2014


LO STATO DELLE COSE
Editoriale. D'amore e arte
Luigi Abiusi

Lo sguardo originario sul visibile del mondo. Intervista a Michelangelo Frammartino
Michele Sardone

Guardare e mostrare ciò che è necessario.
Conversazione con Jan Soldat

Matteo Marelli, Vincenzo Martino, Michele Sardone


Indagare il dolore in ogni sua forma. Conversazione con Mirko Locatelli
Nicola Curzio, Matteo Marelli

Non racconto l'umanità, la sogno. Incontro con Yann Gonzalez
Leonardo Gregorio


Alain Resnais. La neve, il tempo, la morte
Alessandro Cappabianca

Follie in una lavanderia cinese
Andrea Bruni


Simulacro di vita. The Canyons
Francesco Saverio Marzaduri

COSE VISTE

Film d'inverno - Nascita (e morte) di una nazione
Michele Sardone

Effetti collaterali (?)
Raffaele Cavalluzzi
E poi?... Ida
Raffaele Cavalluzzi

Her: anatomia dell'immagine
Vanna Carlucci

Il Sud è niente
Carmen Albergo


INCHIOSTRO DI KINE
Manoel de Oliveira. Il visibile dell'invisibile
Gemma Adesso

Melancolia dell'armonia
Luca Romano
DELLA SERIE

Prolegomeni del serial-TV (seconda parte)
Lorenzo Esposito


La prepotenza del passato: American Horror Story

Vincenzo Martino


FIGURA INTERA

Che cosa sono i finocchi? Copi con Pasolini nel parco di Adriatico
Stefano Casi

Atti con parole. Il presente scenico di Motus
Stefania Rimini

Ermanna Montanari. Fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe, Titivillus, 2012
Laura Mariani

Far sembrare la verità la menzogna stessa.
Conversazione con Antonio Latella

Giampiero Raganelli

A. H. (o della menzogna).
Parte prima

Matteo Marelli 

Il servitore di due padroni (o della menzogna).
Parte seconda

Matteo Marelli

Il teatro del desiderio
Luca Romano

Mirko Locatelli

Nicola Curzio

altMirko Locatelli è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico milanese. Nel 2002 ha fondato con Giuditta Tarantelli la casa di produzione Officina Film, mediante la quale ha realizzato i suoi primi lavori: corti e documentari, che «nascono sempre da un’urgenza, dal desiderio di raccontare storie e temi di rilevanza sociale».
Nel 2008 ha presentato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia il suo lungometraggio d’esordio, Il primo giorno d’inverno. Il suo cinema colpisce per l’onestà e la rettitudine con cui affrontata temi difficili e delicati; avulso da vezzi estetici, esso si sostanzia in un’indagine antropologica, rivolta soprattutto al mondo dell’adolescenza e portata avanti con sincerità e speranza. Il suo sguardo sensibile non si trasforma mai in giudizio, né cede a facili compromessi; mantiene invece la giusta distanza, affidandosi alle immagini e alle parole, specie quelle non dette, che segnano indelebilmente lo schermo e restituiscono, pur nella finzione cinematografica, qualcosa di profondamente vero.

Presentato in concorso all’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma, I corpi estranei è l’opera seconda di Mirko Locatelli, scritta ancora una volta con la moglie Giuditta Tarantelli. «Siamo voluti partire da due parole chiave: dignità e pudore»: la dignità di Antonio (Filippo Timi) e del giovane Jaber (l’esordiente Jaouher Brahim), due anime impaurite, due “corpi estranei” alle prese con il dolore; il pudore dello stesso Locatelli, che filma i personaggi «come fossero protagonisti di un documentario, per tutelare i loro corpi, i loro sentimenti, i loro rapporti, quando si scrutano, si odiano, si aiutano o stanno fermi ad aspettare nella speranza che qualcosa, attorno a loro, possa cambiare». Cinema che si apre all’altro, al diverso, che crede nell’uomo e che cerca ostinatamente, proprio nella sofferenza, quell’atto d’amore profondamente umano, che permette la salvezza. Di tutti.


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