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- ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
Diretto e fondato da Luigi Abiusi
anno VII | UZAK 27 | estate 2017

Pixel

Luca Pacilio

altLa rassegna “TorinoDanza” da anni sembra testimoniare del grande cambiamento in atto nel mondo coreutico, in una disciplina (sempre più indisciplinata…) che continua a ridisegnare i suoi territori, facendoli confinare con quelli del teatro, con la street art, con le arti visive e performative, in un ambito misto in cui tecnica, tradizione e libertà espressiva si confrontano proficuamente.


In Pixel, che segna la collaborazione tra l’hip hop avanzato di Mourad Merzouki e le tessiture visivo-informatiche di Adrien Mondot e Claire Bardainne, la tecnologia – e l’effettistica che ne deriva – non funge da pura e semplice suggestione o orpello ammaliante, non è mai mero pretesto, ma sempre elemento perfettamente pertinente e integrato al concetto che si intende rappresentare: l’interazione tra il piano dell’azione realistica e quello virtuale è totale.
Se l’inizio di Pixel vede i danzatori agire in una sorta di repente ralenti che celebra il corpo e le sue movenze, l’umanità e il calore delle tinte comincia a stemperarsi quando dalle fiammelle a fondo palco si sprigiona un fumo che è puro miraggio grafico. Usando uno schermo trasparente in grado di fermare le proiezioni e di proporle frontalmente allo spettatore, la dimensione virtuale, dapprima solo accennata, comincia a imporsi e a strabordare: ecco allora un nevischio artificiale spazzato via dal vento o una pioggia ricreata che sembra inondare la ribalta. In questa selva di segni i danzatori sembrano scavarsi una nicchia, disegnarsi uno spazio per articolare i passi e le movenze, in aperto confronto con l’illusione: ora rompendo muri inesistenti, pezzo dopo pezzo, ora facendosi risucchiare da un vortice che pare ricacciare indietro ogni tentativo di guadagnare terreno.

A impressionare è la disarmante continuità dello spettacolo, creazione che avanza, quadro dopo quadro, con soluzioni sempre nuove, inaspettate, ma coerenti, in uno spazio scenico in cui il movimento è febbrile, ma vive in un tempo sospeso. La grazia assoluta con la quale la coreografia interagisce col sistema ottico, insomma, è solo uno dei punti di forza di Pixel, un equilibrio che ha comunque del miracoloso: i ballerini riproducono l’alternanza dei registri con movimenti meccanici, quasi robotici, che si combinano con altri straordinariamente fluidi e ondeggianti, fino a pervenire al gesto atletico e alle istanze dell’hip hop. Così alle tipiche figure del locking o alle contrazioni proprie del popping si riconnettono momenti meno ritmici e più armoniosi, in cui, in controluce, si intuisce una narrazione.

Insomma è l’intera creazione a vivere di un’ibridità continua (le stesse cromie la stanno a sottolineare: gli abiti pastello dei danzatori, le intense luci dorate che li avvolgono, in contrasto con il glaciale impianto visivo delle creazioni virtuali), ma tutti gli opposti si annullano nel gesto di una danza che, immaginando incessantemente, si esplica in un ambito scenografico mutevole, utopistico, sempre possibile, in cui complessità e semplicità si incrociano. In un illusionismo fatto di punti, linee, piani che si ribaltano e in cui le prospettive mutano, si aprono improvvisi squarci in cui sembra che i danzatori possano precipitare, o si evidenziano cerchi, quelli che la breakdance si limita generalmente a far intuire e che qui si spiralizzano, si contraggono in vortici visibili che sembrano provocati dal movimento dei danzatori. Nulla esiste davvero, eppure, in quello spazio che sarebbe vuoto, chi danza è come imprigionato, costretto a un percorso in cui è chiamato, per paradosso, ad affermare liberamente il proprio gesto: così l’impressionante waving di uno dei danzatori diventa sintesi e simbolo della creazione.





Titolo:
Pixel

Compagnie Käfig

Direzione artistica e coreografia: Mourad Merzouki

Ideazione: Mourad Merzouki e Adrien M / Claire B

Creazione digitale: Adrien Mondot & Claire Bardainne

Produzione: Centre Chorégraphique National de Créteil et du Val-de-Marne / Compagnie Käfig

Visto a TorinoDanza 2015

Fonderie Limone Moncalieri


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Speciale Crossroads 2017




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