www.uzak.it - ISSN 2039-800X
Periodico online di cultura cinematografica
Diretto da Luigi Abiusi
anno XVII | Uzak 52/53 | primavera/estate 2026

risultati per tag: Her Private Hell

  • È l’immagine-corpo di questo pavimento di nuvole ad essere attraversata da nugoli di fumi che assumono un che di denso, di carnoso, in cui sono sospese le architetture dei palazzi e il contorno di un volto metallico, ieratico nel vuoto. L’atopia, il sovraccarico, di un panorama fantasmatico, città invisibile nella geografia di vapori e luci al neon, dove non esiste né cielo né terra, diviene materia evanescente, fantastica. Mi viene in mente la copertina di un disco recente,“Phases” dei Sound of Smoke, in cui una metropoli di vegetazione si innalza dalla litosfera caleidoscopica, perfetto corrispettivo figurale di ritmi kraut, ipnotici, elettronici a cui Refn è molto legato. Ecco, il sostanziarsi di un’irrealtà (ora nel film ora nelle tracce dell’album) in una (apparente) contingenza attraverso plaghe audiovisive impregnate di nubi e suoni dilaganti, dilatati, che sfondano lo spazio: il «fantasmatizzare ciò che è empiricamente impossibile», direbbe Barthes. 

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