Uzak 52/53 | primavera/estate 2026

Rapsodie


03-07-2026

Presentato a Venezia nel settembre 2025, il caso di Elisa risulta ancora, nel panorama del cinema italiano, di particolare importanza, per lo sguardo rigoroso e connotato di Leonardo Di Costanzo. Per la prima volta Di Costanzo si sposta dalla Campania in una Svizzera sibilante, per raccontare una nuova claustrofobia: quella dell’umanizzazione del colpevole.

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Bianca Versienti
03-07-2026

Una casa dai muri crepati, che vacilla a partire dalle sue fondamenta; è con questa immagine che si apre Sentimental Value, il film di Joachim Trier che, dopo The Worst Person In The World, continua a indagare l’interiorità dei protagonisti frammento per frammento, tanto più in relazione alle fragilità della famiglia.

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Bianca Versienti
07-06-2026

Chi si prende cura di chi giace in silenzio? Hiedra di Ana Cristina Barragán – vincitore del premio per la Miglior Sceneggiatura all’82esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Orizzonti – entra in punta di piedi nelle sale italiane, distribuito da MFF-Michael Fantauzzi Film, e, tra le altre cose, pone questa domanda.

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Davide Sette
09-11-2025

James Blaine Mooney, l’improbabile ladro di opere d’arte protagonista di The Mastermind, non è altro che una nuova ed ennesima versione dello Stephen Meek di Meeks Cutoff: uomini che pensano di sapere benissimo cosa fare e dove andare e che invece si riscoprono spaesati, impreparati e non all’altezza delle imprese di cui sono a capo.

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Massimiliano Martiradonna
25-07-2025

Il titolo, innanzitutto. “Reflet dans un diamant mort”, in originale. “Reflection in a dead diamond”, in versione internazionale. In italiano si potrebbe tradurre la prima parola, la parola-chiave, con “riflessione”, invece che “riflesso”, e non si sbaglierebbe. Si parla infatti di un film che riflette, cioè, restituisce immagini speculari, e che al contempo elabora un pensiero, sviluppa un discorso programmatico su quelle stesse immagini.

Davide Sette
08-06-2025

Nel suo inesorabile e progressivo processo di miniaturizzazione e stilizzazione del mondo (e, in questo caso, anche di quello che c’è al di là), Wes Anderson, come Brâncuși e il suo Oiseau dans lespace, ha raggiunto un livello di astrazione tale per cui è sempre più difficile, per lo spettatore, risalire all’idea rappresentativa originale.

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Carmen Albergo
31-05-2025

Fuori di Mario Martone, in concorso a Cannes 2025, è una parentesi dichiarata intorno all’attuale biografismo fluviale su Goliarda Sapienza, scrittrice dalla fama postuma, personalità complessa, passato ingombrante, visione concreta e sovversiva. Una parentesi intensa, che dissimula una spirale. Una dialettica che rimbalza dentro e fuori la finzione della sorte, dei luoghi e dei ruoli, all’interno di una concertata pianificazione produttiva, che ha portato lo scorso anno proprio a Cannes la miniserie L’Arte della gioia, trasposizione del capolavoro di Goliarda Sapienza, per la regia di Valeria Golino, che in Fuori interpreta la stessa Goliarda.

Massimiliano Martiradonna
23-05-2025

Adesso che è fatta, posso scriverne. Sinners ha superato di slancio i 300 milioni di dollari al botteghino, tra Stati Uniti e resto del mondo, polverizzando gli incassi, pure notevolissimi, dei due film più visti di Jordan Peele: Get Out, che finì la sua corsa a 255 milioni, ed il successivo US, atterrato a 256. Il raffronto è d’obbligo, perché Jordan Peele è l’uomo della discontinuità, è colui che ha rinnovato le narrazioni di genere, intrecciandole con la questione razziale negli Stati Uniti, trovando consensi della critica e di un pubblico vastissimo, multirazziale.

Massimiliano Martiradonna
01-05-2025

A volte ritornano. Parliamo di certe fascinazioni per le pseudoscienze, le scienze occulte, quelle che ambiscono a mettere in contatto diverse dimensioni attraverso procedimenti o apparecchi tecnici. Che usano, cioè, il tramite della tecnologia per abbattere le barriere della credulità. È il caso della metafonia, millantata tecnica di comunicazione tra il mondo di sopra – quello dei vivi – ed il mondo di sotto – quello dei morti, per il tramite apparecchi radiofonici in grado di captare (!) le voci dei morti su frequenze particolari.

Davide Sette
06-04-2025

The Shrouds di David Cronenberg è un film sulla morte, quindi un film sul cinema, se prendiamo per buona la definizione che del cinema dava Alain Resnais, quella di «cimetière vivant». Un film che esplora direttamente la relazione tra immagine e aldilà utilizzando il cadavere di una donna (Diane Kruger) nella sua tomba high-tech programmata per restituire, sul monitor incastonato nella lapide, il video in tempo reale della sua decomposizione.

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