«Se diventa troppo reale, puoi sempre spegnerlo».
Nel nuovo film di Jane Schoenbrun, reduce da We’re All Going to the World’s Fair (2021) e I Saw the Tv Glow (2024), che ne mostrano il piglio eccentrico, indicano uno sguardo molto connotato, la realtà - quello che si crede piano di realtà - si confonde costantemente con la finzione; la vita stessa dei personaggi si trasforma in sogno, allucinazione, vero e proprio gioco metafisico; e che si tratti di Kris, la giovane filmmaker queer incaricata di riportare in vita una vecchia saga slasher, o della stessa Jane, o, ancora, di quell’essere senza genere e a tratti mostruoso che prende il nome di Little Death, non è troppo importante, dal momento che l’intento del film non è definire con contorni netti, quanto evocare, far riemergere i ruoli messi in gioco rendendoli semplici simboli archetipici, segni o segnali che riconducono all’atto primitivo del guardare.