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- ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
Diretto e fondato da Luigi Abiusi
anno VIII | UZAK 28/29 | autunno 2017 / inverno 2018

Cose mai viste

Ghezzianamente: sezione dedicata al cinema d'autore, visioni d'avanguardia, poetiche, demiurgiche, provenienti da regioni disparate (spesso periferiche) del pianeta, che non vengono distribuite in Italia.

Antiporno

Giulio Vicinelli

altAntiporno, nuovo gioiellino meta riflessivo di Sion Sono appena passato al trentaquattresimo Torino Film Festival, ha molti dei tratti più riconoscibili di questa sorta di unicum che è il segno autoriale di Sono. Anche in questo caso le protagoniste sono giovanissime, poco più che adolescenti e il fatto che Kyoko sia una scrittrice di fama richiama tanto la professione del marito di Izumi in Guilty of Romance che la Taeko di Strange Circus del 2005 il cui romanzo finge da cornice a tutta la storia.

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Certain Women

Michele Sardone

altUna figura umana vaga sul piano desertico del mondo: potrebbe essere questa l’immagine che persiste durante la visione di un film della Reichardt. Data un’immagine così scarna ( e disperata, ma la disperazione è forse conseguenza di una così drastica scarnificazione dell’immagine stessa), ognuno dei termini che la compone acquisisce un determinato peso emblematico: la figura, la vaghezza, il deserto (fisico e metaforico nel quale si muove) sono rappresentazione esistenziale dell’umano.

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Ape

Nicola Curzio

altTrevor è un giovane stand-up comedian senza arte né parte. Di notte si esibisce con scarso successo nei locali della sua città, di giorno sfoga la sua rabbia e la sua frustrazione ascoltando musica a tutto volume e appiccando piccoli incendi dove gli capita.


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Mysterious object at noon

Sergio Grandolfo

altC’era una volta: è la promessa di una narrazione, di Mysterious object at noon, di un allontanamento dal presente: un viaggio, quello del cinema di Weerasethakul, che sin dal suo esordio si addentra nel territorio thailandese, quotidiano militarizzato, realtà tropicale in bianco e nero da cui far riemergere quel paesaggio misticheggiante e trasognato dei racconti popolari, dei miti e delle leggende, che si ritrova come dolcemente sospeso sulle palpebre di chi quasi ammalato favoleggia a occhi aperti, alla luce alta del mezzogiorno o del meriggio, luogo del quotidiano assopito, rivelazione impenetrabile.

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Elle

Gemma Adesso

altL’elemento minore tra i pronomi è, nel film di Verhoeven, un monumento alla distanza. L’imponenza della terza persona femminile non solo segna l’interruzione del rapporto io-tu, ma si espone ad una magnifica perversione, quella delle potenzialità virtuali dell’umano, o meglio, della creazione di un umano estremamente pensato.



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Noche

Gianfranco Costantiello

altUna grande casa colonica in un paesaggio subtropicale, sei ventenni che tornano nel posto in cui il loro amico Miguel ha trascorso gli ultimi giorni di vita prima di suicidarsi. Vogliono inscatolare e raccogliere tutto ciò che l’amico ha lasciato dietro di sé: piatti audio ancora attaccati alle casse, cavi che giacciono sul pavimento, vestiti e oggetti sparsi qui e là.
Miguel registrava ossessivamente i suoni della natura e i suoi discorsi solitari, e quelle registrazioni ora riecheggiano ovunque nella casa e all’esterno, attraverso altoparlanti che confondono i piani della percezione, tra un prima e un dopo, tra la notte e il giorno e tra la vita e la morte (dal catalogo del TFF).

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Nocturama

Mariangela Sansone

Gli animali notturni si muovono in gruppo e nella notte mostrano la loro parte più oscura, creature che vivono ai margini di un baratro, lontani dalle dinamiche di una società retta dalla competizione e che esclude molti dei suoi figli. Lo sguardo viaggia ad alta velocità tra le tenebre dei cunicoli metropolitani, tra buio e luce, in un’alternanza di oscure derive e abbacinanti consapevolezze. L’architettura sociale, sempre più solida e rigida, poggia le sue fondamenta sul potere e su un sistema prepotente che schiaccia la personalità umana, non lascia spazi di fuga, ma solo margini di impotenza, solitudine e frustrazione.

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Robert Todd Lost Satellite

Valentina Dell'Aquila

altLa Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro ospita in questi giorni Robert Todd e una serie di appuntamenti e incontri sul suo cinema; a tal proposito ricordavo una bellissima intervista, forse una delle poche fatte a Robert Todd, quella con Mike Hoolboom. L’intenzione, o meglio, la definizione di questa intenzione sul cinema di Todd, trascende la stessa possibilità critica sulla sua opera. Non è soltanto per l’ingovernabilità, per quest’anarchico riportare la natura così come natura è (e cioè storia, spreco, oblio). Perché somiglia al caso, alla provvidenza, alla natura viva e morta; somiglia al tentativo, all’evento, all’insufficiente. In altri termini: l’impossibilità di una critica starebbe a preservarne l’esperienza. Non una esperienza umana, sia chiaro, o del post-visibile, o come comunemente si dice: esperienza lirica. No (quanto più dimentico, tanto più sono - natura).

Tornando a Hoolboom, quello di Todd sarebbe un cinema dell’ecologia, un manifesto dei cambiamenti climatici, cui unico strumento sarebbe l’attenzione; parla di prospettiva post-umana, di uno sguardo post-umano, pre-politico, di una camera che collabora con la sua materia come una ferita d’argento che si apre, e si apre di nuovo, e che respira. Forse in Speak: when there are no words (1997) si racconta davvero l’espropriazione di questa parola (che non si vuole), la caducità del verbale: “sono consapevole del mio mondo come uno spazio interno di "non-parole. In realtà ho difficoltà a generare parole che corrispondano la ricchezza e la stranezza di pensiero”. Quel processo di dissoluzione, di degenerazione della parola, di distanza da questa (bocca) - e tuttavia lo stesso interesse per la sua organicità , per la sua manifestazione spirituale, per il suo essere acquatico in Speak e cementificarsi - è, e sarà sempre il maggiore grado dell’insufficiente, perciò immagine.



Il Comune di Pesaro - Assessorato alla Bellezza e la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema
presentano

Robert Todd Lost Satellite
un programma di proiezioni dei film di Robert Todd che incontrerà il pubblico martedì 11 ottobre a Pesaro mentre lunedì 10 ottobre sarà il pomeriggio dedicato a un workshop con il cineasta e la sua Bolex 16mm, alla scoperta del suo metodo di ripresa: il punto di vista, l’osservazione, l’attesa, la luce, la distanza dal soggetto, in dialogo e confronto con i partecipanti.
Il workshop è gratuito, con un numero massimo di 12 iscritti.
Iscrizioni:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  (inviare mail di iscrizione dal 1° ottobre, specificando nell’oggetto ‘Workshop Todd’ e inserendo nel corpo della mail i propri dati anagrafici, il recapito telefonico e postale. Le iscrizioni verranno accettate in ordine cronologico e fino ad esaurimento posti).

Qui di seguito tutte le informazioni sulle due giornate pesaresi e su quella milanese del 12 ottobre.

Robert Todd Lost Satellite
Pesaro, lunedì 10 ottobre
ore 14/18 workshop con Robert Todd

Pesaro, martedì 11 ottobre
Sala Pasolini / Cinema Sperimentale Piazza del Popolo
ore 17.30 incontro con Robert Todd
ore 21.00 proiezione
Cathedral 16mm, 20’ / Slow rise 16mm, 7’ / Summer light 16mm,15’
Summer’s eve hd, 6’ / Riverside hd,14’ / Passing 16mm, 4’
Golden hour 16mm,16’ / Cove 16mm, 7’

Milano, mercoledì 12 ottobre
NABA Nuova Accademia di Belle Arti Via Darwin 20
ore 15/17 incontro con Robert Todd
O’ Via Pastrengo 12
ore 20.00 proiezione
Threshold 16mm,19’ / Repair 16mm,14’ / Antechamber 16mm,11’
Dew 16mm, 3’ / Fountains of youth 16mm, 20’ / Interplay 16mm, 6’
Free forms 16mm, 9’ / Falling 16mm, 6’

COMUNE DI PESARO Assessorato alla Bellezza
MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA
a cura di Mauro Santini e Gianmarco Torri
con la collaborazione di Tommaso Isabella
media partners: filmidee.it - uzak.it
Info: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. / milano: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Centro Historico

Vanna Carlucci

altSi potrebbe dire che Centro Historico è un film che si sviluppa su quattro capitoli-organi interni, ognuno  girato da un diverso grande regista (Aki Kaurismaki, Pedro Costa, Manoel de Oliveira e Victor Erice): si tratta, di fatto, di quattro micro film aventi ognuno un proprio titolo ma che insieme si riaccodano ad un nucleo centrale che è appunto: Centro Historico.

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Lo and Behold

Luca Romano

altHo spartito con i mortali un dono degli dèi; per questo fui inchiodato al mio destino.
Cercai la scaturigine segreta del fuoco che si cela nel midollo della canna, maestro d’ogni arte, via che si apre.
Questo fu il peccato di cui pago la pena inchiodato e in catene in faccia al cielo.
(Eschilo, Prometeo Incatenato)

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Oslo, 31. august

Leonardo Gregorio

altSono molti mesi che Anders (Anders Danielsen Lie), 34 anni, cresciuto da genitori progressisti, non fa più uso di droghe, anche un semplice bicchiere di birra pare un ricordo lontano, restano solo le sigarette. Sono i suoi ultimi giorni in un centro di disintossicazione nelle campagne fuori Oslo; dall’ultima seduta di gruppo emergono le paure di chi, come lui, si appresta a ritornare all’esterno, al mondo. Anders invece trattiene tutto; poche ore prima ha tentato di ammazzarsi in un lago, con giacca e braccia cariche di pietre, ma qualche istante dopo è riemerso dall’acqua a respirare. Questo, però, nessuno lo sa. C’è un colloquio di lavoro in città – per una redazione – che lo aspetta: scrive molto bene, ma non lo fa da anni. L’incontro va male a causa sua, ma quelle ore saranno soprattutto un ritorno, tra deambulazioni e fermate, a persone, luoghi, ricordi fondamentali della sua esistenza.

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«Il mondo si rivela allo sguardo di chi lo guarda». Conversazione con Giovanni Lindo Ferretti

Matteo Marelli

alt«Non siamo qui a rievocare un passato tanto glorioso quanto irrimediabilmente finito. Qui, a Palazzo Te, sotto lo sguardo esigente di illustri testimoni, che hanno segnato, confermandolo e rigenerandolo, l’arcaico patto tra antichi uomini e antichi cavalli, si celebra un rito a evocare il futuro».
GLF

A Mantova, a Pallazzo Te, è appena andata in scena La Cerimonia del Sé, spettacolo di teatro barbarico della Libera Compagnia di uomini, cavalli e montagne. Abbiamo incontrato, qualche settimana fa, Giovanni Lindo Ferretti, che di questa Corte Transumante è voce e parola.

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Austerlitz

Valentina Dell'Aquila

alt«Uno dei più grandi misteri è il motivo che induce migliaia di persone a passare i loro fine settimana estivi in ex campi di concentramento guardando forni in un crematorio» (Loznitsa). Sintomo di un imperialismo che è guerra spirituale, il turista, privo di una reale consistenza corporea, è un fantasma ossessionato da rovine, in cerca di cultura, di spettacoli di una cultura: non è davvero lì, si muove attraverso astrazioni, defunte iconografie, raccogliendo immagini anziché esperienze, e la vacanza non è che una nuova miseria sulla miseria altrui (cfr. Bay).

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La Ciudad de los Signos

Sergio Grandolfo

alt«Le cinéma est un art d'une fantomachie, si vous voulez, et je crois que le cinéma quand on ne s'y ennuie pas c'est ça, c' est un art de laisser revenir les fantômes» (Jacques Derrida)







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The forbidden room

Gemma Adesso

«E quando furono saziati, disse ai discepoli: “raccogliete i pezzi avanzati che nulla si perda”.»
Giovanni, 6:12





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I tempi felici verranno presto

Vanna Carlucci

altÈ un movimento embrionale che sta per darsi mentre qualcos’altro è in procinto di giungere, il film di Alessandro Comodin; occhi aperti e in attesa, il tempo di una rincorsa e i I tempi felici verranno presto. Il plurale preannuncia un salto temporale, un varcare soglie e confini per ritrovarsi in età differenti che scorrono sempre in avanti, in un utopico futuro proiettato per aria.


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Midnight Special

Luca Romano

altÈ possibile che la comunicazione avvenga attraverso i sensi di cui ogni uomo è dotato, tuttavia è possibile anche che questo non avvenga, che qualcosa non funzioni in chi comunica, in chi riceve il messaggio o nel tramite, la letteratura filosofica (e non solo) a riguardo è molto ampia. I punti di rottura di una comunicazione possono essere molteplici e ognuno di questi può non essere il solo.

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L'ombre des femmes

Gianfranco Costantiello

altPierre e Manon si amano. Fanno dei documentari con niente e sopravvivono facendo piccoli lavoretti. Pierre incontra una giovane stagista, Elisabeth, che diventa presto la sua amante. Egli non ha intenzione di lasciare Manon per Elisabeth, ma vuole stare con entrambe. Un giorno Elisabeth scopre e rivela a Pierre che la sua donna ha un amante. Manon e Pierre si separano.

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La calle de la Amargura

Matteo Marelli

altSolo la famiglia può donarti la misura della tua crudeltà
(Antonin Artaud, I Cenci)


Citando Godard possiamo dire che La calle de la Amargura di Arturo Ripstein è al contempo un conte de faits (un racconto di fatti) e un conte de fées (un racconto fiabesco). È lo stesso regista a  convincerci di questa lettura quando dichiara: «Il mio film è tratto da una storia vera - un omicidio che fece scandalo in Messico nel 2009 -, ma questo non viene dichiarato. E non è un caso. Perché preferisco l’invenzione [...]. La realtà è un’occorrenza passeggera. La verosimiglianza è, ai suoi massimi livelli, eterna. E` questa la mia aspirazione. La storia, i personaggi, l’atmosfera, la struttura del film sono più veri che mai, perché pur essendo nati dalla realtà sono diventati, grazie al cinema, una meravigliosa finzione.»

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Com os Punhos Cerrados

Nicola Curzio

altDeserto. Lo sguardo della mdp segue una traiettoria circolare che rivela il vuoto circostante. Nessun punto di riferimento, nessuna coordinata spaziotemporale: un limbo grigio impermeabile alla luce, un luogo opaco e misterioso. A un tratto, una voce metallica, marziana, cattura l’attenzione: un messaggio di rivolta si propaga nell’aria, diffuso tramite onde radio, trasportato dal vento: il mondo cui crediamo di appartenere in realtà non esiste. Le immagini che lo compongono celano il nulla. L’unica maniera per sopravvivere sta nel puro movimento.

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11 minuti – Annunci d’una catastrofe

Alessandro Cappabianca


alt“Come d’arbor cadendo un picciol pomo,

Cui là nel tardo autunno

Maturità senz’altra forza atterra,
D’un popol di formiche i dolci alberghi,

Cavati in molle gleba

Con gran lavoro, e l’opre

E le ricchezze che adunate a prova

Con lungo affaticar l’assidua gente

Avea provvidamente al tempo estivo,

Schiaccia, diserta e copre...”

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Ho visto cose

 

Speciale Crossroads 2017




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