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- ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
Diretto e fondato da Luigi Abiusi
anno VIII | UZAK 28/29 | autunno 2017 / inverno 2018

Cose mai viste

Hotel Blu Kaien

Luca Romano

altDel che cosa sia, alla fine, il desiderio per un corpo, Wakamatsu ne ha fatto visione e immagine sino al limite attraverso il quale il corpo scompare. Nella sua produzione, terminata nel 2012 a causa di un incidente, il finale è etereo, in Hotel Blu Kaien tutto ruota attorno all'immagine pura di un corpo, il corpo di Rika, donna immagine, appunto, priva di parola e di volontà che aleggia in virtù degli spettri che da sempre invadono il mondo letterario e cinematografico.


Dopo sette anni di prigione, Yukio esce pervaso dallo spirito di vendetta nei confronti del carcere, luogo nel quale è morto uno dei due suoi compagni di cella, vendetta che lo riporta anche da Yoji, amico che l'ha tradito durante la rapina che gli è costata la reclusione.
Raggiunto Yoji, lo spirito di vendetta, che altro non è che spirito di volontà, si assopisce nell'immagine del corpo di Rika, facilmente associabile alla vita del regista stesso, in forma di testamento come ricerca di una immagine mai raggiunta.
Hotel Blu Kaien è un luogo indefinito negli spazi e nei tempi, distese di sabbia si alternano a distese di onde che con il loro suono si stendono e si ritraggono dai discorsi, la volontà di Yukio si appaga dopo aver preso il posto dell'amico Yoji, almeno sino all'arrivo del compagno di cella Masakazu.

Ma è sull'immagine costantemente presente di Rika che tutto soccombe: La donna-immagine-oggetto diventerà l'unica espressione del desiderio in chiunque capiti nell'hotel. Il raggiungimento dell'immagine, però, diventa sfuggevole, Rika scompare, riappare, si lascia inseguire, ma senza farsi raggiungere esattamente come nell'inizio del film, il suo corpo, galleggiante in una piscina piena d'acqua, è il farsi del desiderio davanti al quale tutto si sottomette, stessa piscina nella quale, infatti, si troverà morto un uomo ospite dell'hotel.

Wakamatsu stabilisce un rapporto stretto tra il corpo della donna e il farsi cinematografico dell'immagine, sempre al di là del tattile, in una visionarietà per sua natura esaustiva e insoddisfacente. La teoria del paesaggio nella cinematografia del regista giapponese, descritta molto bene da Giampiero Raganelli in Eros + massacro: il cinema di Wakamatsu Kōji, caratterizzata dai luoghi urbani, abbandona i palazzi e le strade di molti suoi film precedenti preferendo spazi aperti fatti di deserti e di mari.

Hotel Blu Kaien è un luogo dal quale nessuno ha desiderio d'allontanamento, è appagante, ma contemporaneamente totalmente insoddisfacente, sino a quando Rika non scompare e riappare altrove, sino a quando Rika non diventa, anche agli occhi dello spettatore qualcosa di indefinibile, quindi definitivamente ciò che essa stessa è: immagine e desiderio.





Titolo: Hotel Blu Kaien (Kaien Hoteru burû)
Anno: 2012
Durata:  84'
Origine: Giappone
Colore: C
Genere: DRAMMATICO, POLIZIESCO
Produzione: SKHOLE CO, WAKAMATSU PRODUCTION

Regia:  Kōji Wakamatsu

Attori: Hitomi Katayama, Arata Iura, Gô Jibiki, Shima Ohnishi, Hiromasa Hirosue, Takaki Uda, Nao Okabe, Kiyohiko Shibukawa, Kanako Higashi, Ryûshi Mizukami, Seiroku Nakazawa, Hajime Yamaoka
Sceneggiatura:  Kōji Wakamatsu, Hisako Kurosawa
Musica: Jim O'Rourke

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