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- ISSN 2039-800X
Trimestrale online di cultura cinematografica
Diretto e fondato da Luigi Abiusi
anno VIII | UZAK 28/29 | autunno 2017 / inverno 2018

Cose mai viste

Ghezzianamente: sezione dedicata al cinema d'autore, visioni d'avanguardia, poetiche, demiurgiche, provenienti da regioni disparate (spesso periferiche) del pianeta, che non vengono distribuite in Italia.

No no sleep

Gemma Adesso

È una ricerca espressiva sempre più radicale quella del cinema di Tsai Ming Liang che fa della lontananza il centro focale della visione. Lontananza dal grande schermo, mantenendo una promessa che aveva fatto sobbalzare qualche anno fa, e dai contesti originari ai quali sorprendentemente ritorna.



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Jauja

Luca Romano

alt«Sei un uomo? Io credo di sì». Jauja di Lisandro Alonso è la ricerca che parte da questa domanda, come ritaglio di forme che cercando, si perdono nel paesaggio «Dove stai andando? È lontano?» la risposta non può che essere non lo so, per la natura stessa della ricerca, così come il credo di sì non può che essere dubitante, sfumato nel paesaggio stesso, materia priva di sostanza, eterea, onirica.

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Alleluia

Matteo Marelli

altCominciamo dalla fine. La didascalia conclusiva che compare nei titoli di coda di Alleluia ci informa che quello che abbiamo visto è «Liberamente ispirato alla storia vera di Martha Beck e Raymond Fernandez» celebrati dalle pagine di cronaca nera come i “killers della luna di miele” o “gli assassini dei cuori solitari”: «due amanti – come li racconta Márquez negli Scritti costieri – che forse, durante il fidanzamento, non sfogliavano nostalgiche margherite come i protagonisti dei romanzi romantici, ma scaricavano un mitra contro le pareti di casa ripetendo il classico ritornello: “M'ama, non m'ama...”» (Márquez 1998).

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Métamorphoses

Gianfranco Costantiello

altLe immagini favolose di Métamorphoses di Christophe Honoré godono di un’aura fortemente cinematografica poiché, come ci ricorda Pavese per bocca di Leucotea, gli dèi non sono altro che il luogo, la solitudine e il tempo che passa; e, dopotutto, cos’altro mostra il cinema se non l’apparire dell’essente non come essere ma come divenire?

 

 

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Ain’t Them Bodies Saints

Leonardo Gregorio

altDa qualche parte nel Texas, in un tempo sospeso, anni Settanta probabilmente. Ruth e Bob (Rooney Mara e Casey Affleck) avanzano in un quadro pittorico perfetto, simmetrico. Le fronti a sfiorarsi, i passi di un’unica cadenza, e i poliziotti, uno per ciascuno di loro, a dividere le loro strade. Perché il crimine, tra Ruth e Bob, non è un mero dettaglio. Si sono arresi dopo un conflitto a fuoco con la polizia che ha ucciso il loro compagno, mentre Ruth ha ferito un agente (Ben Foster): Bob si prenderà tutta la colpa, la sua donna è incinta, ma tornerà da lei – le assicura –«Aspettami e basta, va bene?», le dice prima di essere separati chissà per quanto.  Il sentimento d’attesa pervaderà tutto.

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Knight of Cups

Lorenzo Esposito

altLa grande illusione

 

Per chi decide di percorrere il Sunset Boulevard in tutta la sua lunghezza, da Downtown fino all’Oceano, all’apparenza di un andare morbidamente oscillatorio – un mondo parallelo dove si susseguono a perdifiato quartieri opposti e cangianti, grandi come città che sembrano appartenere a universi agli antipodi – dovrà lentamente rivedere la prima impressione e fare i conti, al contrario, con l’incanto inerte di una memoria troppo solida per essere vera. Qui piuttosto comincia la discesa nel vuoto, qui si dipana una malinconia lontana, con nel fondo un tramonto bruciante, di altrettanto intatta avvilente bellezza.

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Fort Buchanan

Nicola Curzio

alt«Il y a le stable et l’instable, l’immobilité et le changement» (Eric Rohmer)




 


 

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A Girl Walks Home Alone at Night

Vanna Carlucci

alt«La lunga notte piena degli inganni delle varie immagini.»
(Canti Orfici, Dino Campana)





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Starry Eyes

Vincenzo Martino

alt«Hai paura di tuffarti nella sorgente plasmatica. Hai paura di essere distrutta e ricreata, vero? E scommetto che pensi di averla risvegliata tu la mia carne? Ma tu della carne conosci solo i precisi canoni della società; non riesci a penetrare le antiche paure, il terrore malsano della carne. Bevi a gran sorsate. O rinuncia. [...] Parlo della penetrazione oltre il velo della carne».
(Seth Brundle, La Mosca)

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Boxing Gym

Michele Sardone

Nel prefilmico di Boxing Gym sembra esserci una domanda: come funziona una palestra? Domanda che di volta in volta può essere declinata, nella cinematografia di Wiseman, a seconda del luogo in esame nel film – un manicomio, una caserma, un grande magazzino, una palestra, un'università. Luogo che fatalmente, durante la visione, riconosciamo come eminentemente cinematografico (quanti film abbiamo visto ambientati in un manicomio o in una caserma, in un'università...), tant'è che la domanda di partenza diventa: come funziona questo luogo chiamato cinema?

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Les enfants de la nuit

Gemma Adesso

«Viva il soldato che disubbidisce a un ordine criminale».
(Anatole France)


Quando la disubbidienza ostinata e silenziosa si oppone all’ovvietà della Storia rischia la resa inevitabile a uno sconosciuto destino o l’incontro tra le rovine al centro della terra.

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Je Suis Simone (La Condition Ouvriere)

Luca Romano

altCos'è Simone Weil? Comprenderne l'essenza non è un comprenderne lo spazio interiore, è arrivare ad una possibilità di “cosificare” il soggetto. Capire chi è Simone non è sufficiente, bisogna arrivare a capire cos'è. È la ripetitività del ritmo: gli attimi di silenzio tra i singoli rumori che si alternano.





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Hyperion

Matteo Marelli

altIl vero viaggio di scoperta
non consiste nel trovare nuove terre,
ma nell'avere nuovi occhi
Marcel Proust








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Penultimo paesaggio

Gianfranco Costantiello

altParigi, un piccolo appartamento, un uomo e una donna.

«Nella bocca che vuole da
un’altra bocca
il miele che nessuna estate può
maturare […]
Nell’angoscia dei corpi
che non si trovano
Urta, tardi.»

(Yves Bonnefoy)

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Bird People

Leonardo Gregorio

Bird People fa dello spazio, dell’umanità, dell’assenza, l’inquadratura da cercare, una relazione da individuare, una geometria possibile, la parola e il gesto da trovare tra silenzi e voci di sottofondo, in mezzo a pensieri che scivolano come flussi, fiumi di dati su computer, cellulari, sugli schermi perennemente  connessi.

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Deposizione in due atti

Michele Sardone

altA volte capita di essere colti di sorpresa da un'immagine, magari entrando in una chiesa o in un rudere scalcinato: crediamo di aver visto o di poter vedere tutto, nella quotidiana tempesta di percezioni che ci avvolge come una selva indistinta, ma dinanzi all'epifania dell'inconsueto non possiamo che rimanere straniti, come se avessimo aperto gli occhi per la prima volta.


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Història de la meva mort

Luigi Abiusi

«Si ode a sera lo stridio dei pipistrelli.
Due morelli saltano sul prato.
L'aceto roso fruscia.
Al viandante appare la piccola osteria.
Delizioso il vin nuovo con le noci.
Delizioso: vacillare ebbro nel bosco che si oscura.
Tra i rami neri suonano campane tristi.
Sul viso goccia la rugiada».

(Georg Trakl)

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Educação sentimental

Michele Sardone

“Educazione sentimentale”: la disamina di un titolo è sempre un po’ sospetta, capziosa, e chi la conduce rischia di svilire e disanimare il film. E però è difficile sottacere dell’effetto di straniamento causato dalla giustapposizione tra il temine “educazione” e il cinema sovversivo e dirompente di Julio Bressane, autore che dagli esordi degli anni Sessanta ha fatto della propria “maleducazione” (intesa come refrattarietà al rispetto delle convenzioni cinematografiche) l’unica regola da seguire in modo integerrimo.

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O Velho do Restelo

Matteo Marelli

altSi dice che su uno degli scudi che formano il carapace della vegliarda e possente tartaruga cosmofora sia ritratto, con dignità divina, somma e maestosa, il volto di Manoel de Oliveira colto nell’atto di pensare. La bella fronte, corrugata e arcana, sotto il profilo fisiognomico ci dice che Colui conosce il Mistero e i suoi araldi, ed è capace quindi di sublimi vette e di ime profondità.

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Foreign Parts

Nicola Curzio

alt«A metà percorso tra West Egg e New York l’autostrada raggiunge bruscamente la ferrovia e la costeggia per quasi mezzo chilometro come per evitare una zona desolata. È la valle delle ceneri: una tenuta fantastica dove le ceneri crescono come il frumento, creando alture e colline e giardini grotteschi; dove la cenere assume la forma di case coi camini e il fumo che ne esce, e infine, con uno sforzo di fantasia, di uomini grigio-cenere che si spostano confusamente e già in via di disfacimento nell’aria polverosa. Di quanto in quando una fila di carri ferroviari grigi arriva strisciando su una rotaia invisibile, emette uno scricchiolio spettrale e si ferma; e subito gli uomini grigio-cenere sciamano con le vanghe di piombo, e sollevano una nube impenetrabile che nasconde le loro operazioni misteriose» (Il grande Gatsby, Francis Scott Fitzgerald)

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Abacuc

Matteo Marelli

Abacuc è l’ultimo figlio di quella stirpe terremotata che ha il proprio capostipite in Innocenti Totò, padre della catastrofica progenie di anime in pena (flatulenza tellurica eruttata dalle macerie di una realtà postuma, detritica) trovata e inventata da Cinico Tv.




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Ho visto cose

 

Speciale Crossroads 2017




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